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Africa: la NATO globale si prefigge di reclutare 50 nuovi partner militari

Stop NATO
6 Marzo 2011

Africa: la NATO globale si prefigge di reclutare 50 nuovi partner militari
Rick Rozoff

Traduzione dall’inglese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

Un recente articolo apparso sulla rivista keniota Africa Review cita fonti dell’Unione Africana (UA), svelando che l’Organizzazione del Trattato Nord Atlantico (NATO), con 28 stati membri, si appresta a firmare un trattato di collaborazione militare con l’UA, che conta 53 stati membri.

Riportando i commenti di alcuni funzionari dell’UA ad Addis Abeba, in Etiopia dove l’organizzazione ha sede, l’autore dell’articolo scrive che mentre “l’obiettivo dichiarato è quello di contrastare le minacce alla sicurezza mondiale e in particolare le minacce contro l’Africa, alcuni osservatori leggono il patto come un tentativo di contrastare l’espansione cinese in Africa.”

L’articolo afferma anche che la NATO sta negoziando l’apertura di un ufficio di collegamento presso la sede dell’Unione Africana e che il suo ufficio legale collabora con il suo omologo nell’UA “per definire il nuovo patto, che sarà firmato a breve.” [1]

Un’altra notizia divulgata dall’articolo è che Ramtane Lamamra, Commissario dell’Unione Africana per la Pace e la Sicurezza, “ha confermato che la NATO firmerà un accordo di cooperazione militare con l’Unione Africana”, con particolare enfasi sul consolidamento della Forza d’Intervento Africana (ASF – African Standby Force). Quest’ultima è destinata a essere composta da brigate sotto il comando delle cinque Comunità Economiche Regionali del continente (Nord, Est, Ovest, Centro e Sud). ASF per l’Africa occidentale ha avuto ordini di intervenire in Costa d’Avorio – vale a dire invadere e occupare il paese – dopo l’annuncio a dicembre dei risultati del ballottaggio per le elezioni presidenziali [2], e i soldati dei paesi contributori, Uganda e Burundi, che fanno parte della Brigata d’Intervento per l’Africa orientale (EASBRIG), sono impegnati come combattenti nella guerra civile in Somalia.

Il Commissario Lamamra ha dichiarato che “l’Africa vorrebbe apprendere dalla NATO competenze in materia di trasporto aereo strategico e comunicazioni avanzate, in materia di rotazione di unità da combattimento importante tra diverse regioni e per rispondere alle sfide logistiche”, aggiungendo che “la NATO è stata un buon modello su cui costruire l’ASF.” [3]

Nel marzo dello scorso anno, la NATO ha aerotrasportato 1.700 soldati ugandesi nella capitale somala di Mogadiscio e ne ha rimpatriati altri 800, a sostegno delle truppe ugandesi e burundesi impiegate nella campagna militare dell’UA in Somalia (AMISOM). [4]

La rivista keniota ha anche rivelato che “Gli esperti dicono che l’Africa sta diventando un campo di battaglia strategico tra le potenze mondiali, in particolare Stati Uniti, Unione Europea, Cina e Russia”, con le prime due (eccezion fatta, al momento, per Cipro) pienamente integrate nella NATO e nel suo programma di Partenariato per la Pace; le altre due con investimenti crescenti in Africa nei settori del petrolio e del gas naturale. Inoltre, la Russia e la Cina sono concorrenti degli Stati Uniti e dei loro alleati NATO per quanto riguarda la vendita di armi alle nazioni africane. L’articolo prosegue:

“Secondo fonti informate, il nuovo accordo per la sicurezza potrebbe essere un modo per bloccare gli altri grandi fornitori di armi all’Africa: la Cina e la Russia”.

“Se il patto viene approvato dagli stati membri dell’UA, sarebbe un duro colpo per la Cina e la Russia”.

“Al suo vertice annuale del 2010, la NATO si è posta l’obiettivo di farsi ‘garante della sicurezza’ globale entro il 2020.” [5]

Nei giorni 18 e 19 febbraio, una delegazione UA con funzionari di alto livello cappeggiata da Sivuyile Thandikhaya Bam, Responsabile della Divisione per il Sostegno di Operazioni di Pace presso l’UA, si è recata alla sede della NATO e al quartier generale delle potenze alleate in Europa (SHAPE) in Belgio. Secondo la NATO:

“Dal 2005 la NATO e l’Unione Africana hanno sviluppato una collaborazione pratica sempre più fruttuosa. … La NATO ha sostenuto la missione dell’Unione Africana in Sudan [portando con i suoi aerei più di 30.000 truppe alla e dalla regione del Darfur], e sta attualmente contribuendo alla missione dell’Unione Africana in Somalia; non solo trasporta truppe per aereo e per mare, ma provvede anche un sostegno alla programmazione strategica”.

“La NATO fornisce anche … sostegno ai programmi di formazione e di consolidamento dell’Unione Africana, migliorando le sue capacità a lungo termine di mantenere la pace, in particolare con la Forza d’Intervento Africana.” [6]

Questa Forza d’intervento, sistematicamente costruita sul modello della Response Force della NATO, è stata inaugurata con i giochi di guerra su vasta scala nell’isola di Capo Verde nel 2006. L’ASF è un progetto congiunto della NATO e il Commando Africano degli Stati Uniti, che prima di raggiungere la piena capacità operativa il 1 ottobre 2008 è stato concepito, sviluppato e gestito dal Commando Europeo statunitense, il cui comandante è anche Comandante Supremo per la NATO in Europa.

Nel 2007 il Consiglio Nord Atlantico, l’ente civile della NATO con maggiori poteri decisionali, ha commissionato uno studio “sulla valutazione della prontezza operativa delle brigate dell’ASF.” [7]

L’anno successivo, il Segretario Generale della NATO, Jaap de Hoop Scheffer, è stato in Ghana per tre giorni e ha detto che “l’alleanza militare potrebbe svolgere un ruolo importante nel addestramento di soldati africani”, in particolare che “l’Alleanza aveva accettato di sostenere la Forza d’Intervento Africana.” [8 ]

Nel 2009 il blocco ha cominciato ad addestrare ufficiali africani per conto della ASF presso la Scuola NATO di Oberammergau, Germania. Il Comitato dei Capi di Stato Maggiori a Lisbona, il comando dell’Alleanza con il compito di supervisionare la cooperazione militare con l’Unione Africana, ha addestrato ufficiali africani per eseguire esercitazioni militari, e “La NATO ha anche partecipato in e sostenuto vari esercitazioni preparatorie dell’ASF intese a sviluppare concetti correlati ad essa.” [9]

Lo stesso anno il colonnello norvegese Brynjar Nymo – l’Ambasciata della Norvegia in Etiopia è l’ente non ufficiale di collegamento per le relazioni tra la NATO e l’Unione Africana – ha detto che “la cooperazione tra la NATO e l’Unione Africana si concentra attualmente a fornire un supporto tecnico all’ASF.”

Nello stesso periodo, si poteva leggere sul sito web dell’ambasciata norvegese che “Il Gruppo per il Monitoraggio e il Sostegno dell’Africa (the Africa Monitoring & Support Team) presso la sede della NATO in Portogallo è la sede operativa per il lavoro della NATO in Africa”, come sopra indicato. [10]

Più tardi nel 2009, Maurits Jochems, l’allora Vice Segretario Generale si è recato alla sede dell’Unione Africana nella capitale etiope, dove ci sono un alto ufficiale di collegamento militare della NATO e altri funzionari.

“Nel suo ruolo di Vice Segretario Generale della NATO, l’Ambasciatore Jochems ha spesso visitato Addis Abeba per colloquiare con l’Unione Africana …. La NATO fornisce consulenza tecnica, e mette a disposizione esperti in materia, l’esperienza acquisita nel corso di operazioni internazionali e l’accesso alla formazione pertinente alle basi di addestramento dell’AUC [Commissione dell'Unione Africana] nel contesto dell’ASF.”[11]

Il 26 e 27 gennaio di quest’anno, il Comitato Militare della NATO ha tenuto due giorni di incontri a Bruxelles con i capi della difesa – il responsabile del Comitato dei Capi di Stato Maggiore degli Stati Uniti, Ammiraglio Michael Mullen e i suoi omologhi – e i rappresentanti militari di 66 nazioni (un terzo degli stati membri delle Nazioni Unite).

Hanno parlato delle operazioni NATO in corso in Afghanistan – attualmente la guerra più grande e più lunga del mondo, con una stima di 140.000 soldati provenienti da circa 50 nazioni in servizio nella sua Forza Internazionale per la Sicurezza – nonché delle operazioni nei Balcani (Kosovo Force), nel Mar Mediterraneo (Operazione Active Endeavor ) e quelle nel Corno d’Africa, nel Golfo di Aden e lungo la costa orientale dell’Africa (Operazione Ocean Shield).

Nel corso delle riunioni del Comitato Militare e altri incontri, si è svolta una sessione del gruppo Dialogo Mediterraneo con i leader militari di sette membri del partenariato NATO: Israele, Egitto, Tunisia, Algeria, Giordania, Marocco e Mauritania. La sessione si svolgeva nei giorni successivi alla caduta del governo del Presidente della Tunisia Zine El Abidine Ben Ali, mentre le manifestazioni in Egitto che avrebbero portato alla fine il Presidente Hosni Mubarak erano in corso.

Il 9 febbraio la Serbia Beta News Agency ha pubblicato una notizia sul Ministro della Difesa Dragan Sutanovac. Secondo il comunicato, Sutanovac aveva annunciato che una conferenza strategica della NATO dal titolo “Dopo Lisbona: l’attuazione della trasformazione” si sarebbe svolta a Belgrado, la capitale del suo paese, nel mese di giugno con i rappresentanti di 69 nazioni: tutti i 28 stati membri della NATO, 22 nazioni del Partenariato per la Pace [12] di Europa, Caucaso e Asia centrale e altri 19 stati. [13]

Oltre al Dialogo Mediterraneo, il programma NATO “Iniziativa di Cooperazione, Istanbul” sta allacciando accordi di cooperazione militare con gli stati del Golfo Persico (Bahrain, Kuwait, Qatar e gli Emirati Arabi Uniti), mentre l’Oman e l’Arabia Saudita si aggiungeranno in breve tempo. Anders Fogh Rasmussen, Segretario Generale della NATO, è stato in Qatar dal 15 al 16 febbraio per una conferenza di due giorni titolata “Migliorare l’Iniziativa di cooperazione NATO, Istanbul” assieme ai rappresentanti permanenti (ambasciatori) dei 28 stati membri del blocco e alti ufficiali, militari e funzionari dei governi dei sei stati membri del “Consiglio di Cooperazione del Golfo”: Bahrain, Kuwait, Oman, Qatar, Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti. Bahrain e gli Emirati hanno truppe che combattono nelle forze NATO in Afghanistan.

La NATO ha anche una categoria di partenariato denominata” Contact Countries”. Per il momento, prima che se ne aggreghino altre, le quattro nazioni sono tutte della regione del Pacifico: Australia, Giappone, Nuova Zelanda e Sud Corea. Il blocco militare capeggiato dagli Stati Uniti mantiene anche la “Commissione Tripartita per la Forza di Assistenza alla Sicurezza Internazionale in Afghanistan e Pakistan” per coordinare gli sforzi di guerra su entrambi i fronti del Khyber Pass e dispone di truppe e altro personale militare assegnato al suo comando in Afghanistan proveniente da nazioni che non sono attualmente tra i 70 stati membri della NATO né di stato che ha ufficialmente lo status di partenariato: Colombia, Malesia, Mongolia, Singapore e Tonga.

Il Consiglio NATO-Russia è stato rilanciato in occasione del vertice di Lisbona a novembre; Kosovo Force (KFOR) della NATO sta addestrando ed armando le nascenti forze armate in Kosovo, il Kosovo Security Force. [14] La NATO, quindi, conta non meno di 75 membri e partner, mentre altre nazioni neutrali, come la sopraddetta Cipro, stanno candidandosi ad entrare. [15]

L’Unione africana ha 53 stati membri a cui presto si aggiungerà un altro paese dopo il successo del referendum per l’indipendenza del Sud Sudan. L’UA comprende la Repubblica Democratica Araba Saharawi (Sahara Occidentale), conquistata dal Marocco nel 1975 e non riconosciuta da nessuno stato della NATO, ma non il Marocco, che si è ritirato dalla UA quando l’Unione ha riconosciuto e accettato come stato membro il Sahara Occidentale.

Quattro membri dell’UA (Algeria, Egitto, Mauritania e Tunisia), oltre al Marocco, sono già parte di “Dialogo Mediterraneo”, uno dei programmi di partenariato della NATO. Questo significa che un trattato di cooperazione militare tra la NATO e l’Unione Africana potrebbe aggregare altri 20 nuovi stati all’Alleanza Atlantica.

In poche parole, l’unico blocco militare del mondo cresciuto da 16 a 28 stati membri in un decennio (1999-2009), potrebbe espandersi ulteriormente per diventare veramente globale, con quasi 100 alleati militari tra partner e membri in tutti i continenti abitati. Due terzi delle nazioni del mondo.

Note:

1) Argaw Ashine, Nato to sign security cooperation pact with AU Africa Review, February 18, 2011 http://www.africareview.com/News/Nato+to+sign+security+cooperation+pact+with+AU/-/979180/1110238/-/4igp64/-/

2) Ivory Coast: Testing Ground For U.S.-Backed African Standby Force Stop NATO, January 23, 2011 http://rickrozoff.wordpress.com/2011/01/23/ivory-coast-testing-ground-for-u-s-backed-african-standby-force

3) Africa Review, February 18, 2011 4) Uganda: U.S., NATO Allies Prepare New Invasion Of Somalia Stop NATO, July 28, 2010 http://rickrozoff.wordpress.com/2010/07/29/uganda-u-s-nato-allies-prepare-new-invasion-of-somalia

5) Africa Review, February 18, 2011

6) North Atlantic Treaty Organization http://www.nato.int/cps/en/natolive/news_61534.htm

7) North Atlantic Treaty Organization http://www.nato.int/cps/en/natolive/topics_54617.htm

8) Ghana News Agency, November 21, 2008

9) North Atlantic Treaty Organization http://www.nato.int/cps/en/natolive/topics_54617.htm

10) Royal Norwegian Embassy in Ethiopia, April 20, 2009

11) Royal Norwegian Embassy in Ethiopia, November 4, 2009

12) Armenia, Austria, Azerbaijan, Belarus, Bosnia, Finland, Georgia, Ireland, Kazakhstan, Kyrgyzstan, Macedonia, Malta, Moldova, Montenegro, Serbia, Sweden, Switzerland, Tajikistan, Turkmenistan, Ukraine and Uzbekistan. Russia in sometimes included.

13) NATO conference in Belgrade announced Beta News Agency, February 9, 2011 http://www.b92.net/eng/news/politics-article.php?yyyy=2011&mm=02&dd=09&nav_id=72629

14) KFOR’s Final Firefighting Exercise for Kosovo Security Force North Atlantic Treaty Organization Allied Command Operations February 17, 2011 http://www.aco.nato.int/page424203219.aspx

15) Push for NATO programme deemed unconstitutional Cyprus Mail, February 19, 2011 http://www.cyprus-mail.com/cyprus/push-nato-programme-deemed-unconstitutional/20110219

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