Home > Uncategorized > Il legame transatlantico segreto della NATO: Armi nucleari in Europa

Il legame transatlantico segreto della NATO: Armi nucleari in Europa

Stop NATO
December 12, 2009

ARMI NUCLEARI IN EUROPA
Il legame transatlantico segreto della NATO
di Rick Rozoff

Tradotto per Voci Dalla Strada da VANESA

http://www.vocidallastrada.com/2009/12/armi-nucleari-in-europa.html

———-
“Vent’anni dopo la caduta del Muro di Berlino, piloti olandese, belga, italiani e tedeschi continuano ad essere pronti per partecipare ad una guerra nucleare”

“Le forze nucleari con base in Europa e impegnate con la NATO forniscono un collegamento essenziale politico e militare tra i membri europei e americani dell’Alleanza. L’ Alleanza quindi manterrà forze nucleari adeguate in Europa”.

“Anche se tecnicamente sono proprietà degli USA, le bombe nucleari conservate nelle basi della NATO sono destinate ad essere lanciate da aerei del paese ospitante”.

“Il dipartimento della Difesa, in coordinazione con il Dipartimento di Stato, dovrebbe coinvolgere gli alleati della NATO nella rivalutazione e conferma del ruolo delle armi nucleari nella strategia politica dell’Alleanza per il futuro”.
———-

L’Italia è capace di lanciare un attacco termonucleare? Potrebbero i belga e olandesi lanciare bombe ad idrogeno su obiettivi nemici?….Non è possibile che la forza aerea tedesca si stia allenando per lanciare bombe 13 volte più potenti di quella che distrusse Hiroshima, o forse si?

Quanto detto precedentemente deriva dal paragrafo di apertura di un articolo apparso nell’edizione on-line del 2 dicembre del Time magazine online, intitolato “Cosa fare riguardo le bombe nucleari segrete in Europa”.

In risposta a queste domande retoriche assume un tono molto serio che corrisponde alla dichiarazione: “E’ lo sporco segreto dell’ Europa la lista dei paesi con capacità nucleare va oltre quelli che- Gran Bretagna e Francia- hanno costruito le proprie armi. Ci sono bombe nucleari nelle basi delle forze aeree italiane, belga, tedesche e olandesi- e ci sono aerei capaci di lanciarle”.

L’autore di questo articolo, Eben Harrell, che ha scritto un pezzo altrettanto rivelatore per lo stesso sito di notizie, nel giugno del 2008, cita la Federation of American Scientists affermando che vi sono circa 200 bombe termonucleari di gravità B61 statunitensi parcheggiate nei quattro Stati membri della NATO prima citati. Una quinta nazione della NATO, che alberga ordigni nucleari, la Turchia, non viene menzionata nell’articolo. Nella notizia precedente del Times, l’autore Harrell scrisse che “Gli Stati Uniti detengono circa 350 bombe termonucleari in sei paesi della NATO (1). Ci sono tre varianti della B61, “fino a 10 (o 13) volte più potenti della bomba lanciata su Hiroshima” (2)- B61-3s, B61-4s e B61-10s- che si trovano in otto basi degli Stati dell’ Alleanza.

L’autore ricordò ai lettori del giornale che “nell’ambito di un accordo della NATO durante la Guerra Fredda, le bombe, che sono teoricamente di proprietà degli USA, possono essere trasferite al controllo aereo militare della nazione ospitante in tempi di conflitto. Vent’anni dopo la caduta del muro, i piloti olandesi, belga, italiani e tedeschi continuano ad essere pronti per partecipare ad una guerra nucleare (3).

La B61 è la principale arma ad idrogeno del Pentagono, una “bomba di peso leggero (che può) essere lanciata da…Air Force, Navy e della NATO ad altitudini molto elevate e velocità superiori a Mach 2.”

“Si possono anche lanciare ad alte velocità, da altezze di soli 15 metri. Fino a 22 tipi di aerei diversi possono trasportare esternamente o internamente la B61. Quest’arma si può lanciare in caduta libera o ritardata dal paracadute; si può detonare esplosione in aria o in terra” (4).

Gli aerei capaci di trasportare e usare la bomba includono gli aerei stealth di nuova generazione come il bombardiere B-1 ed il F-35 Lightning II (Joint Strike Fighter multirol), capace di penetrare le difese aeree e di lanciare sia carichi convenzionali che nucleari.

Il programma Prompt Global Strike del Pentagono che “potrebbe includere nuove generazioni di aerei e armamenti cinque volte più veloci di qualsiasi cosa che si trovi ora nell’arsenale statunitense”, incluso il “missile crociera ipersonico X-51, disegnato per giungere al Mach 5- circa 1.600 metri al secondo (5). Si potrebbe anche configurare per uso in Europa, dato che gli USA possiedono missili crociera con ordigni nucleari per il dispiegamento di aerei e navi. Ma gli aerei da guerra destinati a trasportare armi nucleari statunitensi in Europa sono quelli dei loro alleati della NATO, incluso i tornado tedeschi, varietà di quelli che si sono usati nella guerra aerea della NATO contro la Iugoslavia nel 1999 e che sono quelli che attualmente si usano in Afghanistan.

Si presume che ci siano 130 ordigni nucleari degli Stati Uniti, a Ramstein e 20 nella base aerea Buechel in Germania e 20 nella base aerea Kleine Brogle in Belgio. Inoltre, ci sono documenti su decine di altre in Italia (Aviano e Ghedi) e ancora di più, il maggior contingente di armi nucleari statunitensi fuori dagli USA, è in Turchia, nella base aerea Incirlik (6).

Gli ordigni nucleari non sono solo stazionati in nazioni della NATO ma lo fanno in modo esplicito nel quadro di una politica di sessant’anni dell’Alleanza, in realtà una pietra angolare importante della NATO. Un articolo di questa serie scritto prima del summit del sessantesimo anniversario del blocco in Francia e Germania lo scorso aprile, “NATO’s Sixty Year Legacy: Threat of Nuclear War in Europe”(7), ha esaminato l’inseparabile vincolo tra la fondazione della NATO nel 1949 e il dispiegamento di armi nucleari e dei sistemi di lanci degli USA in Europa. Uno degli obiettivi principali della fondazione dell’ Alleanza è stato precisamente che si permettesse la collocazione e l’uso di armi nucleari statunitensi nel continente.

Sette mesi dopo la creazione del blocco, la Dottrina Di Difesa della NATO del novembre 1949, specificò che si assicurasse “la capacità di effettuare bombardamenti strategici tra cui la pronta consegna della bomba atomica. Questo è in primo luogo una responsabilità americana assistita possibile da altre nazioni”(8).

L’attuale Manuale della NATO contiene una sezione intitolata Forze Nucleari della NATO nel Nuovo Contesto di Sicurezza che contiene il seguente passaggio:

“Durante la Guerra Fredda, le forze nucleari della NATO hanno avuto un ruolo centrale nella strategia di reazione flessibile dell’Alleanza….Le forze nucleari erano integrate nell’insieme della struttura delle forze della NATO e l’Alleanza manteneva una varietà di obiettivi, incluso quelli che si potevano realizzare a breve termine. Questo obiettivo richiedeva alti livelli di preparazione e di posizionamenti di allerta di rapida azione per ruoli importanti delle forze nucleari della NATO”(9).

In poco tempo il dispiegamento ed il preteso uso di armi nucleari degli USA formarono parte di una strategia di dissuasione militare. L’antica Unione Sovietica è stata ritratta come se avesse una superiorità in armi convenzionali in Europa e la dottrina degli USA e della NATO prevedeva l’uso di bombe nucleari. Queste si trovavano in vari Stati della NATO come parte di quello che si chiamò un accordo di “ripartizione nucleare” o di “ripartizione del carico nucleare”: Anche se le bombe presenti in Europa erano statunitensi ed erano lontane dal controllo del Pentagono, i piani di guerra prevedevano che si caricassero sui bombardieri delle altre nazioni della NATO per essere usate contro l’Unione Sovietica e i suoi alleati (non nucleari) europei orientali. La stessa URSS, a tal proposito, non provò con successo la sua prima bomba atomica fino a 4 mesi dopo la formazione della NATO.

Con la dissoluzione del Patto di Varsavia, formato 6 anni dopo la NATO e come reazione all’inclusione della Repubblica Federale tedesca nel blocco (e l’invio da parte degli Stati Uniti di armi nucleari a questa nazione), e della stessa Unione Sovietica nel 1991, il Pentagono ritirò la maggior parte dei 7000 ordigni nucleari che aveva in Europa ma continua a mantenere centinaia di bombe nucleari tattiche.

Nel summit del cinquantesimo anniversario della NATO nel 1999 a Washington D.C, mentre il blocco realizzava la sua prima guerra, la campagna di bombardamento di 78 giorni contro la Jugoslavia, si espandeva per incorporare tre vecchi membri del Patto di Varsavia (la Repubblica Ceca, Ungheria e Polonia), ha anche approvato il nuovo Concetto Strategico ancora operativo che in parte dichiara:

“La suprema garanzia della sicurezza degli Alleati è data dalle forze nucleari strategiche dell’ Alleanza, particolarmente quella degli Stati Uniti; le forze nucleari indipendenti del Regno Unito e della Francia, che hanno un ruolo deterrenteente proprio, contribuiscono alla dissuasione generale e alla sicurezza degli alleati”.

“Un atteggiamento nucleare verosimile dell’ Alleanza e la dimostrazione di solidarietà della Alleanza….continuano a richiedere un’ampia partecipazione degli Alleati Europei coinvolti nella pianificazione della difesa collettiva in ruoli nucleari, nell’installazione in tempi di pace di forze nucleari nei loro territori e nel fare accordi di comando, controllo e consultazione. Le forze nucleari con base in Europa e impegnate con la NATO forniscono un vincolo politico e militare essenziale tra i membri europei e nordamericani dell’Alleanza. Per questo l’Alleanza manterrà le forze nucleari adeguate in tutta Europa”(10).

Il rapporto del Times del 2008 dice che la politica attuale è la seguente:

“Un accordo di “ripartizione di cariche” che è stato parte del centro della politica militare della NATO fin dal suo inizio”.

“Anche se tecnicamente sono proprietà degli USA, le bombe nucleari conservate nelle basi della NATO sono destinate ad essere lanciate da aerei da parte del paese ospitante”(11).

Si è fatto riferito anche all’ Air Force Blue Ribbon Review of Nuclear Weapons Policies and Procedures pubblicato a febbraio 2008 il quale “raccomanda che le risorse nucleari statunitensi in Europa si consolidino, che gli analisti interpretino come una raccomandazione spostare le bombe a basi NATO sotto “ali statunitensi”, volendo dire base degli USA in Europa”(12).

Tutti e due gli articoli di Eben Harrell, dell’anno scorso e di questo mese, sottolineano che la collocazione di testate nucleari nel territorio delle nazioni no nucleari- e il Belgio e la Germania, Italia, Olanda e Turcia sono nazioni non nucleari- costituisce una grande violazione del Trattato di Non Proliferazione Nucleare (TNP), i cui primi due articoli dichiarano, rispettivamente:

Ognuno degli Stati di armi nucleari Parte del Trattato, si prende la responsabilità di non trasferire a nessun paese le armi nucleari o altri strumenti esplosivi o controllare tali armi o esplosivi direttamente o indirettamente; e non aiutare in nessun modo, stimolare o indurre nessuno Stato non nucleare a costruire o acquistare armi nucleari o altri strumenti esplosivi o controllare tali armi o strumenti esplosivi.

Ogni Stato carente di armi nucleari, Parte del Trattato, si prende la responsabilità di non ricevere il trasferimento da nessun cedente delle armi nucleari o altri strumenti esplosivi o controllare tali armi o esplosivi in modo diretto o indiretto; di non produrre o acquistare armi nucleari o altri strumenti nucleari; e non cercare o ricevere nessuna assistenza nella costruzione di armi nucleari o altri strumenti nucleari esplosivi(13).

Dopo, l’articolo del Times del 2 dicembre, segnala la continua presenza di testate nucleari degli USA in Europa che “è più di un anacronismo o rarità storica. Esse (le armi) costituiscono una violazione dello spirito del Trattato di Non Proliferazione Nucleare”.

“Poiché ‘la ripartizione del carico nucleare’, come si chiama la dispersione di B61 in Europa si è stabilita prima che il TNP entrasse in vigore, è tecnicamente legale. Ma come firmatari del TNP i quattro paesi e gli USA si sono impegnati a “non ricevere trasferimento… di armi nucleari o controllare tali armi in modo diretto o indiretto”. Questo, certamente, è precisamente quello che rappresenta il vecchio accordo della NATO (14).

L’autore ha parlato anche della relazione del Secretary of Defense Task Force on Nuclear Weapons Management, presieduta dall’ex segretario della difesa USA, James Schlesinger, Fase I (15) pubblicata a settembre e la Fase II (16) a dicembre 2008. La seconda parte del dossier contiene una sezione chiamata: Dissuasione: il caso speciale della NATO, in cui si afferma:

“L’Organizzazione del Trattato Atlantico Del Nord (NATO) rappresenta un caso speciale di dissuasione, sia per la storia che per la presenza di armi nucleari….La presenza di armi nucleari degli USA continua ad essere un pilastro dell’unità della NATO. Il dispiegamento delle armi nucleari in Europa non è un argomento di Servizio o di comando regionale combattente- è un argomento dell’Alleanza. Mentre i membri della NATO si basano su armi nucleari degli USA per la dissuasione- e mentre mantengono i propri aerei di doppia capacità come parte di questa dissuasione- non si dovrà intraprendere nessuna azione per rimuoverli senza un accurato processo di consultazione e delibera.

“Il Dipartimento della Difesa, in coordinamento con il Dipartimento di Stato deve impegnarsi controparti adeguate tra gli alleati della NATO nella rivalutazione e la conferma del ruolo delle armi nucleari politica e la strategia per il futuro dell’Alleanza.

“Il Dipartimento di Difesa deve assicurare che l’ F-35 di doppia capacità rimane entro il termine stabilito”. Più ritardi potrebbero portare a crescenti livelli di rischio politico e strategico e alla riduzione delle opzioni strategiche degli USA e l’Alleanza.

L’ F-35 è il Joint Strike Fighter, aereo da combattimento multiruolo, del quale il suo costruttore Lobkheed Martin dice che “fornisce agli USA e ai governi alleati un aereo da combattimento abbordabile, furtivo, di 5° generazione per il XXI secolo”(17).

Lontano dalla Guerra Fredda ha messo in evidenza l’eliminazione di una catastrofe nucleare in Europa, sotto vari aspetti le cose sono adesso molto più precarie. L’espansione della NATO durante l’ultimo decennio la ha portato adesso alle frontiere russe. Cinque membri pieni (Estonia, Lettonia, Lituania, Norvegia e Polonia) e molti altri partner dell’Associazione per la Pace (Azerbaiyan, Finlandia, Georgia, Kazajstan e Ucraina) sono direttamente adiacente al territorio russo e per cinque anni aerei da combattimento della NATO hanno realizzato pattuglie aeree sulla regione del Mar Baltico, a tre minuti di volo da San Pietroburgo (18).

Se il lancio, oltre 10 anni fa del primo immotivato attacco armato contro una nazione europea dal tempo delle guerre di Hitler nel 1939-1941 e l’attuale guerra- la più lunga e su maggior scala nel Sud dell’Asia, non sono stati motivi sufficienti per esigere l’abolizione dell’unico blocco militare al mondo, la NATO globale, l’insistenza dell’Alleanza nel suo diritto di parcheggiare-e usare-armi nucleari in Europa è certamente motivo sufficiente per relegarla ai tenebrosi giorni della Guerra Fredda e all’oblio.

Note

1) Time,19 Giugno 2008
2) Ibid
3) Time, 2 Dicembre 2009 http://www.time.com/time/world/article/0,8599,1943799,00.html?xid=rss-topstories
4) Global Security http://www.globalsecurity.org/wmd/systems/b61.htm
5) Popular Mechanics, January 2007
6) Turkish Daily News, June 30, 2008
7) NATO’s Sixty Year Legacy: Threat Of Nuclear War In Europe Stop NATO, March 31, 2009 http://rickrozoff.wordpress.com/2009/08/27/natos-sixty-year-legacy-threat-of-nuclear-war-in-europe
8) http://www.nato.int/docu/stratdoc/eng/intro.pdf
9) http://www.nato.int/docu/handbook/2001/hb0206.htm
10) NATO, 24 Aprile 1999 http://www.nato.int/cps/en/natolive/official_texts_27433.htm
11) Time, 19 Giugno 2008
12) Ibid
13) http://www.un.org/events/npt2005/npttreaty.html
14) Time, 2 dicembre 2009
15) http://www.defenselink.mil/pubs/Phase_I_Report_Sept_10.pdf
16) http://www.defenselink.mil/pubs/pdfs/PhaseIIReportFinal.pdf
17) Lockheed Martin http://www.lockheedmartin.com/products/f35
18) Baltic Sea: Flash Point For NATO-Russia Conflict Stop NATO, 27 Febbraio 2009 http://rickrozoff.wordpress.com/2009/08/27/baltic-sea-flash-point-for-nato-russia-conflict Scandinavia And The Baltic Sea: NATO’s War Plans For The High North Stop NATO, 14 Giugno 2009 http://rickrozoff.wordpress.com/2009/08/31/scandinavia-and-the-baltic-sea-natos-war-plans-for-the-high-north

About these ads
Categories: Uncategorized
  1. No comments yet.
  1. No trackbacks yet.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

Follow

Get every new post delivered to your Inbox.

Join 488 other followers

%d bloggers like this: